
Per decenni i Paesi Bassi hanno rappresentato uno dei laboratori più avanzati della logistica europea. Oggi le imprese si confrontano con una nuova generazione di vincoli: disponibilità energetica, limiti urbanistici, sostenibilità e crescente scarsità di manodopera. Ronald Meijer, titolare di Zeus Magazijninrichting e partner di Modulblok da oltre venticinque anni, racconta come questi fattori stiano modificando il modo di progettare e utilizzare i magazzini.
Da oltre venticinque anni Zeus Magazijninrichting rappresenta il partner di riferimento di Modulblok nei Paesi Bassi. Una collaborazione sviluppata attraverso centinaia di progetti e accomunata da un approccio orientato alla personalizzazione delle soluzioni e alla gestione di applicazioni complesse. Osservare il mercato olandese significa oggi comprendere in anticipo molte delle trasformazioni che stanno interessando la logistica europea.
Per molto tempo la crescita della logistica è stata associata alla disponibilità di nuovi spazi. Quando aumentavano i volumi si costruivano nuovi magazzini; quando la capacità di stoccaggio non era più sufficiente si ampliavano le strutture esistenti. Nei Paesi Bassi questo modello sta mostrando sempre più chiaramente i propri limiti.
«Oggi molte aziende riescono a ottenere le autorizzazioni per costruire nuovi edifici, ma non sempre riescono ad accedere all’energia necessaria per farli funzionare», osserva Ronald Meijer, alla guida di Zeus Magazijninrichting. «In alcuni casi l’allacciamento alla rete può richiedere diversi anni.»
In uno dei Paesi più avanzati dal punto di vista logistico, la disponibilità energetica sta diventando un fattore che condiziona nuovi investimenti e piani di espansione. A questo si aggiungono la crescente pressione sul consumo di suolo e l’elettrificazione dei trasporti, che richiede infrastrutture sempre più performanti.
In questo contesto la progettazione del magazzino assume un significato diverso rispetto al passato. Non si tratta più soltanto di aumentare la capacità di stoccaggio, ma di utilizzare in modo più efficiente risorse sempre più limitate.
Uno degli esempi più significativi arriva da Hoekstra, operatore logistico multimodale attivo nel nord dei Paesi Bassi.
L’azienda aveva inizialmente previsto la realizzazione di un tradizionale magazzino portapallet. Durante la fase autorizzativa, tuttavia, una serie di vincoli urbanistici e richieste provenienti dalle proprietà confinanti hanno progressivamente ridotto la superficie disponibile. «La struttura è stata ridimensionata più volte. A quel punto era impossibile raggiungere la capacità richiesta utilizzando una configurazione convenzionale», racconta Ronald Meijer.
La risposta progettuale è stata l’adozione di un sistema portapallet su basi mobili realizzato da Modulblok, capace di incrementare la densità di stoccaggio senza aumentare le dimensioni dell’edificio. Il progetto rappresenta un esempio concreto di come la progettazione stia assumendo un ruolo sempre più determinante nei mercati maturi. L’impianto sviluppa complessivamente circa 3.885 posti pallet ed è composto da scaffalature alte oltre 10 metri installate su basi mobili con file di stoccaggio lunghe quasi 40 metri. Ogni fila mobile è progettata per sostenere carichi fino a 417 tonnellate, mentre ogni coppia di correnti può supportare fino a 3.200 kg.
L’obiettivo non era semplicemente aumentare la capacità di stoccaggio, ma mantenere l’accessibilità diretta a ogni singola ubicazione pallet. «Nelle soluzioni ad accumulo si accede generalmente soltanto alla prima unità di carico. Con un sistema mobile, invece, è possibile aprire la corsia desiderata e raggiungere qualsiasi pallet.» Una caratteristica particolarmente importante per operatori logistici che gestiscono numerose referenze e richiedono elevata selettività nello stoccaggio.
Nel caso di Hoekstra, il sistema è gestito da un unico carrello elevatore dedicato alle operazioni di deposito e prelievo, una configurazione che consente di sfruttare al massimo i vantaggi della tecnologia mobile mantenendo elevata efficienza operativa.
| Voce | Valore | |
|---|---|---|
| Tipologia impianto | Magazzino portapallet su basi mobili | |
| Capacità di stoccaggio | Circa 3.885 posti pallet | |
| Altezza impianto | 10.068 mm | |
| Lunghezza delle file mobili | Circa 40 m | |
| Portata massima per fila mobile | 417.200 kg | |
| Portata massima per coppia di correnti | 3.200 kg |
Accanto all’ottimizzazione dello spazio, un’altra direttrice di evoluzione riguarda l’automazione. Anche nei Paesi Bassi la difficoltà nel reperire personale qualificato sta accelerando l’introduzione di carrelli automatici, AGV e sistemi di movimentazione autonoma.
Secondo Ronald Meijer, questa trasformazione sta influenzando anche scelte progettuali apparentemente marginali. In uno dei progetti sviluppati insieme a Toyota Nederland, ad esempio, la larghezza utile delle ubicazioni è stata modificata per aumentare le tolleranze operative richieste dai veicoli automatici. «Si perde qualche posto pallet, ma si guadagna in velocità, affidabilità e continuità operativa.»
Una logica che riflette un cambiamento più ampio: la ricerca della massima densità di stoccaggio non rappresenta più l’unico criterio progettuale. Sempre più spesso entrano in gioco fattori come disponibilità di personale, produttività, automazione e gestione dei flussi.
L’aspetto forse più interessante emerso dall’esperienza olandese riguarda il ruolo crescente della progettazione. Zeus ha scelto di non competere sul mercato delle soluzioni standardizzate dominate dai grandi operatori internazionali. La strategia è concentrarsi su applicazioni che richiedono adattamenti progettuali e competenze specialistiche.
«Non vendiamo semplicemente acciaio. Cerchiamo di vendere intelligenza progettuale.»
Per spiegare questo approccio Ronald cita un progetto sviluppato per un’organizzazione impegnata nella ricerca marina. Il cliente doveva conservare campioni del fondale oceanico all’interno di celle refrigerate a temperatura costante. Le scaffalature tradizionali non erano adatte a gestire questa particolare unità di carico. È stato quindi necessario progettare una struttura dedicata, con componenti specifici e sistemi di contenimento sviluppati su misura.
«In questo caso il cliente non cercava il prezzo più basso. Cercava una soluzione capace di risolvere un problema preciso.»
L’esperienza olandese offre una chiave di lettura che va ben oltre il singolo progetto. Quando spazio, energia, manodopera e sostenibilità diventano risorse limitate, il valore non risiede più soltanto nella fornitura di una struttura di stoccaggio. Diventa determinante la capacità di interpretare vincoli complessi e trasformarli in soluzioni operative. Per questo motivo, nei mercati più maturi, la competizione tende progressivamente a spostarsi dal prodotto alla progettazione.
Come sintetizza Ronald Meijer: «In futuro venderemo meno acciaio e più conoscenza.» Nei mercati logistici più evoluti la disponibilità di spazio non rappresenta più l’unico vincolo. Energia, automazione, sostenibilità e disponibilità di competenze stanno ridefinendo il modo di progettare i magazzini. In questo scenario il valore si sposta progressivamente dal prodotto alla capacità di interpretare sistemi complessi e trasformare i vincoli in opportunità progettuali. È una dinamica che il mercato olandese sta sperimentando da anni e che offre indicazioni sempre più rilevanti anche per il resto dell’Europa.
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